la matematica, la giustizia e l’idiozia

On 13 maggio 2012, in vario, by giannino

Oggi si è chiuso il campionato di calcio di serie A. Premesso che la Juventus ha meritato questo titolo, che sono felice che Alex Del Piero concluda così la sua gloriosa carriera e ancora che in questo breve post sarò il più oggettivo possibile, due cose non mi tornano.

Punto Primo: quando Conte dice che “hanno fatto la storia” di che storia parla? Vincere lo scudetto senza sconfitte era già stato fatto dal Milan e dal Perugia. Inoltre, delle prime classificate, la Juventus era l’unica senza impegni di Champions League o Europa League.

Punto Secondo: si continua ad insistere sul fatto che gli scudetti siano 30 e non 28 perché quei 2 tolti dalla giustizia sportiva e da un tribunale dopo ‘calciopoli’ sono stati ‘vinti sul campo’. Dopo che la Triade ha creato il più grosso scandalo che il calcio italiano e mondiale ricordi da quando esiste questo sport, come sarebbero vinti sul campo? in che senso?

Infine un dato preoccupante: lavoro in albergo e le prenotazioni per questa notte, legate ai festeggiamenti della Juventus, sono state in percentuale superiori a quelle di un evento come il Salone del Libro che si svolge in questi giorni. Con ciò si ha un quadro chiaro della cultura media dei miei connazionali, sempre pronti a parlare di crisi se intervistati, ad imprecare per i rincari della benzina e maledire ogni sorta di governo, ma che non si fanno mancare la possibilità di dire “io c’ero quando abbiamo fatto la storia” . . .

Concludo la parentesi legata al calcio, argomento di cui parlo raramente, complimentandomi ancora per il successo della formazione allenata da Conte e, da milanista, ringraziando Pippo, Rino, Clarence e Gianluca per successi di questi anni.

 

Sacra di San Michele e colle Braida

On 12 maggio 2012, in bicycle, by giannino

Sole bollente, dopo una trentina di chilometri arriva una salita non estrema ma interminabile, poi i nuvoloni ed il vento. Un gelato con banana, noci e cioccolata, due coca cole. Eccola lì, la Sacra di San Michele che avrò visto un milione di volte dall’autostrada o dal treno per Bardonecchia. Saliamo ancora un paio di chilometri fino a colle Braida. Discese e tornanti, velocità intorno ai 60 kmh, foratura della gomma posteriore (3 forature di 3 gomme diverse, 2 bici, in una settimana). Imprecazioni, camera d’aria nuova, co2 e si riparte. Ci perdiamo nelle campagne, ritroviamo la strada, ma neanche poi tanto visto che finiamo addirittura in galleria. Infine il traffico e un sacco di incapaci ci ricordano che siamo tornati a Torino.

94,5 km – Max Elevation 1007 m – Maledetto Ema!  :-P

 

“come ti sei fatto grande”

On 5 maggio 2012, in vario, by giannino

Ieri sera abbiamo finalmente festeggiato il compleanno di Guino, 32 anni fatti il 30 aprile! Auguroni fratello!

 

Private 2 // Alleycat Milano

On 29 aprile 2012, in bicycle, by giannino

Parto dal presupposto che ogni Alleycat è una storia a se ma diciamo, per chi non sapesse di cosa sto parlando, che si tratta di una gara ispirata alla ‘giornata tipo’ di un bike messenger.
Detto questo, ieri a Milano con il solito Ema ho partecipato alla mia prima alleycat, la Private 2.
Vista dall’esterno ci sono tante persone in bici, con in mano un foglio con segnati degli indirizzi da raggiungere, che sfrecciano da una parte all’altra della città.
Viverla dall’interno invece è tutta un’altra cosa, soprattutto se la città in cui si svolge non è la tua e quindi non hai punti di riferimento e non conosci neppure due vie in croce. La tua bici è per terra, in mezzo a tantissime altre, legata con il lock. Viene dato il via, centoquaranta persone corrono verso la propria bici e si comincia. Si va a prendere il manifest, il foglio con segnati i checkpoint. Segni le vie sulla mappa, cerchi di capire che giro fare. Nel frattempo molti sono già partiti, altri brancolano nel buio. Si inizia a pedalare, veloce, in mezzo al traffico, in pochi minuti ognuno prende una direzione.
I checkpoint sono quasi sempre in stradine nascoste, per arrivarci non ti preoccupi più di tanto di sfrecciare su pavè e rotaie, contromano in mezzo a strade trafficate, infilandoti anche in vie bloccate dai lavori in corso. Poi sbuchi da una stradina e vedi un gruppo di sette, otto persone che sfrecciano e ti aggreghi a loro, dopo un po’ però ti rendi conto che per te sono lenti e li superi.. ma una volta che sei davanti ti ricordi che loro sapevano dove stavano andando e tu ed il tuo gruppo no, quindi o riprendi la mappa in mano o ti inventi qualcosa.
Il tempo limite per completare le sei ‘consegne’ è di tre ore. Alcune però hanno delle tappe intermedie, a sorpresa, che quando credi di averle completate devi invece schizzare dall’altra parte della città! A volte ai checkpoint ci sono anche prove da superare.. in quelle micro pause ne approfitti per reintegrare i liquidi e magari mangiare qualcosa al volo, senza perdere tempo.
A fine corsa sono distrutto fisicamente, le mani hanno stigmate procurate dal manubrio, le gambe sono sporche di grasso e sono sudato, sudato come poche volte in vita mia. Anche Ema è nelle stesse condizioni e così un po’ tutti gli altri che continuano ad arrivare al negozio Dodici Cicli di Milano, il punto di arrivo. Ne arrivano molti dopo di noi e a giudicare dai check point segnati sul manifest, non siamo andati poi così male anche se abbiamo saltato una consegna.
Non volevo scrivere troppo ma neanche troppo poco. Alla fine di tutto concordo con Ema quando dice che ‘questo tipo di gare sono la pura essenza della bicicletta a scatto fisso’ ed aggiungo che capisci veramente cosa voglia dire possedere e sfruttare questo tipo particolare di bicicletta, con un solo rapporto, senza marce e senza freni. Sono questo genere di eventi che distinguono chi la usa per passione dal poser che la compra per moda.
In serata riprendo il treno per Torino, solo con la mia bici, stanco morto, felice e sereno come non mai.

galleria fotografica
(alcune foto non sono mie, anche perché mentre pedali come un folle pensi a tutto tranne che a fermarti a scattare fotografie)

grazie a: Ema, Francesca e Nia, Raffaele, Gherli e tutti i presenti!!!

 

In un anno e mezzo …

On 14 aprile 2012, in vario, by giannino

Un anno, da quando son tornato dal mio viaggio. Un anno e mezzo da quando sono partito. Di cose ne sono successe tante. Belle, meno belle, alcune anche brutte.
Un anno e mezzo fa prendevo un aereo per Los Angeles, un anno fa ne prendevo un altro per tornare a casa. In quei sei mesi sono partito dalla California e sono andato giù in Messico. Ho compiuto trent’anni e festeggiato il Natale in spiaggia in costume da bagno. Mi sono regalato una tavola da surf ed ho ripreso il contatto con l’oceano.
Ho attraversato Guatemala, El Salvador, Honduras e Nicaragua per arrivare in Costa Rica. Ho smesso di bere se non per occasioni veramente speciali. Poi Panama con il suo famoso Canale ed il Perù con la magica Machu Picchu. La tappa inattesa e piacevole in Bolivia. L’Argentina poi il Cile, di nuovo l’Argentina, raggiunto da mamma e papà giù fino alla città più a sud del mondo tra ghiacciai, deserti e oceano. Per risalire su, in un angolino di Brasile, restare di nuovo solo qualche giorno e terminare il percorso in Paraguay perché i voli aerei costano meno. Ho conosciuto tantissime persone fantastiche e vissuto tanti bei momenti. Rientro a Torino ed ho bisogno di neve e allora vado qualche giorno in Svizzera. Di nuovo a casa, trasformo i miei appunti in un libro, lo pubblico e lo metto in vendita. Poi viene il momento di tagliare capelli e barba. Ho trovato un lavoro in albergo, l’ho lasciato. Ne ho trovato un altro, ma ho lasciato anche quello. Ho conosciuto una ragazza carina, ci sono uscito qualche volta ma non mi ci sono trovato. Poi ne ho conosciuta un’altra, non mi interessa neanche lei. Tempo di riprendermi dal Toga Party e sono ripartito, un paio di mesi in Puglia con genitori, parenti e qualche amico. Sono stato anche a Grosseto e Roma. Ho scritto un altro libro ma non l’ho pubblicato, per ora non ne ho voglia. Ho assistito a numerosi concerti. Tornato a Torino ho ricominciato a correre, migliorando in maniera esponenziale i miei risultati. Ho scoperto il mondo della bicicletta a scatto fisso e me ne sono appassionato, al punto di non usare quasi più l’auto. Pochi colloqui, poca neve, pochi eventi, inverno noioso. Vado qualche giorno a Dublino e dintorni. Ho visto poco dell’Irlanda e dei suoi abitanti ma ciò che ho visto mi è piaciuto. Al ritorno altri concerti. Compio trentuno anni, passano le feste. Arriva la neve, ritrovo il piacere e l’amore per la montagna e lo snowboard. Rivedo vecchi e cari amici, ne conosco di nuovi. Poi arriva quella settimana in cui, dopo mesi di vuoto, ti telefonano in quattro per offrirti un lavoro. Entro pochi giorni ho un lavoro, sono di nuovo la figura in giacca e cravatta che si incontra al bancone di una reception d’albergo. Con la barba perfettamente rasata, i capelli in ordine, i turni e lo stipendio.

Ne succedono di cose in un anno e mezzo…