Premessa
con Andre e Pierre era nata l'idea di far un giretto in Svezia con l'arrivo della primavera, poi si è aggiunto anche il neo-laureato Chiedy e così si è composto l'inedito quartetto di rockstars. Dovevamo partire il lunedì mattina e tornare il giovedì sera, 4 giorni, brevi ma intensi. Poi il vulcano islandese Eyjafallajokull ha deciso di risvegliarsi dopo circa 187 anni... il risultato? Traffico aereo bloccato nella maggior parte del nord e successivamente anche nel resto d'Europa, con la conseguenza di dover prolungare il soggiorno e trovare mezzi alternativi all'aereo per tornare verso casa. Ma andiamo con ordine...
Stoccolma
Atterriamo puntuali con il solito low cost a Skavsta, l'aeroporto ad un centinaio di km a sud della capitale e in poco più di un'ora di autobus giungiamo alla stazione centrale attraverso paesaggi di foreste e pianure, con qualche fattoria qui e li.
Notiamo subito una stranezza, sia l'aeroporto che la stazione centrale sono piuttosto silenziose, non c'è il caos solito a cui siamo abituati.
Troviamo sistemazione, presso il City Backpackers, un ostello situato poco più a nord, ottimo punto di partenza per girare la zona di Norrmalm per giungere poi in Sergels Torg, la particolare piazza su due livelli con l'insolito obelisco in vetro.
Complice la temperatura mite (12/14°C) e una fresca arietta che ricorda la montagna passeggiamo fino ad arrivare a Gamla Stan, la città vecchia, con i suoi particolari vicoli e piazze medievali, senza una meta precisa e senza seguire alcuna mappa vaghiamo tra le varie attrazioni come il Kungliga Slottet (palazzo reale) ed il Nobel Museet (il museo del nostro amico Alfredo). Tornando indietro percorriamo la Drottninggatan, un po’ la Via Garibaldi locale (via pedonale del centro di Torino) con i suoi numerosissimi H&M. La prima sera la passiamo sorseggiando qualche birra nella zona di Medborgarplatsen, poche fermate di metro a sud di Gamla Stan, a detta della guida una delle zone più pericolose; una mezza rissa per strada l’abbiamo notata, ma non rientra nel pericoloso dei nostri canoni torinesi.
Nei giorni a seguire approfondiamo le visite a Gamla Stan grazie anche a Mikaela e Sofia che ci guidano per altri ponti e stradine fino a giungere al lato ovest da cui si può ammirare una splendida vista sul Stadshuset (il municipio) da Andre rinominato come ‘il Faro’ e li per caso incontriamo il nostro amico Stijn con Hans, Sarah e Litz. Sorseggiando qualche birra nella grande Karl XII:s Torg, affacciata sul mare, scopriamo un’altra novità, non è possibile allontanarsi dai locali con le birre in mano, le si deve bere sul posto. Le serate trascorrono facendoci un po’ guidare dai suggerimenti dei locali (passanti, commesse etc.) e degli altri backpackers… troviamo così l’Harry B James pub con i suoi arredi ispirati alle band Metal e Hard Rock (ma che di giorno fornisce anche sostanziosi e calorici pasti ad un conveniente prezzo fisso di circa 80Kr), l’Hornstrull Strand con il rilassato (quasi dormiente) pubblico indie e un’esibizione live di sole 4 tracce, fino poi al quartiere creativo di Södermalm.
La terza sera, che per noi doveva essere l’ultima, ci concediamo una cena bbq prima della serata in disco in compagnia delle nostre improvvisate guide svedesi, per poi scoprire il giorno seguente che in realtà, grazie al vulcano, ogni sera sarebbe diventata la probabile ultima sera.
Appresa la notizia, il resto del nostro soggiorno è trascorso tra ricerche su internet ed in stazione per reperire informazioni il più aggiornate possibili sullo stato dei voli aerei e continuando l’esplorazione di Stoccolma sempre in random mode a piedi e in bici; la rete delle piste ciclabili è a dir poco eccezionale, permette di girare in tutta sicurezza maggior parte della città ed oltre, per poco non finivamo in autostrada.
Impressioni
Dopo circa 10 giorni passati a girare e vivere la città in tutti gli orari, confrontarsi con persone del luogo e con altri viaggiatori e turisti sia io che i miei compagni ci siamo fatti un’idea abbastanza chiara del posto e del ‘way of life’.
La città è molto particolare e bella, unisce imponenti residenze storiche a strutture moderne e di design. Ti accorgi di essere sul mare quando attraversi uno dei numerosi ponti che collegano le varie isole oppure per la presenza dei gabbiani in città, perché l’aria fresca e secca ricorda le nostre montagne. Ci si muove molto comodamente sia a piedi che in bici e, quando fa più freddo, i trasporti pubblici sono molto ben organizzati (consigliati gli abbonamenti per più giorni, le singole corse sono molto care).
La popolazione appare molto educata e civile, è raro sentire toni di voce alti. Tutti parlano un inglese di livello molto buono e comprensibile.
La vita notturna si svolge molto presto ed è molto controllata oltre che costosa, 4 shots di vodka posso arrivare a costare anche 40 euro, la birra costa invece come da noi. La sicurezza ed i bar tender dei locali, oltre al loro lavoro, svolgono anche la mansione di giudicare quando un cliente deve smettere di bere e abbandonare il locale.
Oltre a queste limitazioni sull’alcol e sugli orari (è difficile trovare locali aperti dopo le 3 di notte e quelli che loro definiscono ‘after’ chiudono alle 4) anche nei vari supermercati e 24h store (come 7eleven) non si trova nulla che contenga alcol, se non la birra ‘depotenziata’ a 3,5° … Mi vien in mente il padre di famiglia che va a far la spesa al supermercato o il fidanzatino che vuol preparare una cena per due e per comprare una birra o una semplice bottiglia di vino, devono recarsi nell’apposito Systembolaget (il sabato chiude alle 15!). Sono disponibili un sacco di taxi notturni, il prezzo lo si può spesso contrattare.
Gli ostelli e le sistemazioni in generale sono di ottimo livello, i prezzi sono un po’ più alti di quello che ci si può aspettare dal tipo di struttura, ma si può rientrare in budget ristretti scegliendo quelli in cui offrono pasta gratis o consumando pasti in fast food o banchetti di strada. È impressionante il numero di fast food e distributori di cibo spazzatura in proporzione al fatto che il numero di persone in sovrappeso è molto basso; sarà anche merito di quello che noi abbiamo definito ‘passo svedese’, camminano tutti molto veloci, pare quasi un accenno di corsa.
Wild Tour
Dopo le continue cancellazioni del volo aereo e visto il blocco di autobus e treni a Copenhagen, dovevamo trovare un modo per tornare verso casa.
La prima tappa è stata in autobus, 8 ore di notte, da Stoccolma a Malmö, con un cambio durante la notte, in mezzo al nulla.
Passiamo la mattinata in questa cittadina, sul mare dove ad accoglierci c’è il freddo, i gabbiani e i mattoni rossi. Leggendo sulla guida scopriamo che prima del 2000 era uno dei posti più malfamati in Svezia, poi con la costruzione del ponte che porta a Copenhagen ha cambiato volto. Qualche giorno prima c’era stata raccomandata dal nostro amico Mick Jagger (alias Isidoro Dillon, chef Argentino che vive in Svezia),
Una volta arrivato Mr. Brun con la sua epica Honda Shuttle 2.2i con quasi 500000km all’attivo, abbiamo pranzato e ci siamo diretti a Copenhagen attraversando l’Öresund. Nella capitale danese abbiamo passato pochi minuti prima di ripartire alla volta di Gedser, sud della Danimarca, dove partiva il traghetto verso Puttgarden, Germania. La traversata dura poco meno di un’ora, ricomincia il tragitto in auto verso sud. Superata Amburgo ci fermiamo poco più a sud, in un motel a Brunautal, cena in pieno crucco style e finalmente una doccia e un letto in cui riposare.
Ripartiamo il mattino seguente in direzione Francia, ma poi cambiamo rotta, passando per Basilea ed infine Berna, dove ci attendeva un modernissimo treno per Milano centrale. Piccola sosta a Berna per salutare e ringraziare i signori Brun, tempo di fare i biglietti, sosta di rito al burger king locale e si riparte.
Passiamo attraverso paesaggi da cartolina di vallate verdi, boschetti, fattorie, e con in sfondo le nostre amate alpi, con le cime innevate.
Una volta giunti a Milano tocca separarci da Chiedy, atteso da un suo amico per tornare in auto verso Pavia. Io, Andre e Pierre invece attendiamo ancora un’oretta per il treno che ci riporta finalmente a Torino! dopo circa 50 ore dalla nostra partenza da Stoccolma.
Pensate sia finita qui?
Nient’affatto! escludendo che ci siamo persi per uscire dalla stazione di Porta Susa (tutta rifatta e ammodernata) ad attenderci c’era la nostra gentile autista, Federica, venti minuti dopo eravamo al Lab a brindare al nostro rientro con caraffe di vodka cooler e shottini vari… il resto lo raccontano le foto; perché noi, sinceramente, abbiamo difficoltà a ricordarlo.
Conclusione
Doveva essere una vacanza di 4 giorni per festeggiare la laurea di Chiedy e per stare un po’ insieme, si è trasformato in un piccolo ma epico viaggio. Tralasciando tutti i vari incidenti piccoli e grossi che ci sono capitati e che secondo me fanno parte di ogni esperienza che si rispetti, sono stati dei giorni fantastici, in compagnia di 3 fratelli e di tantissime altre persone conosciute. Grazie a tutti e, alla prossima!
Dimenticavo, ho volontariamente omesso tutte le varie serate a cui abbiamo partecipato ma soprattutto che abbiamo creato … faranno parte dei soliti ‘racconti davanti a una birra’ …
24/04/2010 Giannino